27 ott 2017



28 OTTOBRE 2017 CIMITERO DI BERGAMO
COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA R.S.I.



LEGIONARIO EZIO BALDI: PRESENTE !
Con profondo cordoglio si comunica la scomparsa del Legionario Ezio Baldi, ufficiale tra gli ultimi rimasti della Legione Tagliamento e figura di Reduce fra le più rappresentative della Legione e dell'omonima Associazione Reduci.
Il dr. Ezio Baldi è venuto meno il 23 Maggio 2017, all'età di 96 anni, a Roma, dove nacque il 26 Gennaio 1921, per 'andare oltre' a ricongiungersi ai Camerati che l'hanno preceduto nel fatale viaggio in quel mondo che per chi crede è al di là della vita terrena.
Il suo impersonare sempre con fermezza, orgoglio e professionalità i principi nobili dell'Italia fascista, nonchè la sua lealtà e il suo spassionato spirito cameratesco, ne fanno Figura esemplare da ricordare e onorare, che resterà in noi e in chi ci succederà, eternamente 'Presente!'.

6 MAGGIO 2017 CIMITERO DI BERGAMO
COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DELLA R.S.I.
NONOSTANTE LA CURIA DI BERGAMO HA NEGATO 
LA CELEBRAZIONE DELLA MESSA PER I CADUTI

“con l’avvicinarsi della primavera, il 28 aprile di ogni anno, sull’ imbrunire, dalla strada che scende dal Passo della Presolana, raffiche di vento strisciano tra le case poste sotto la montagna, rumoreggiando sulle pietre della via come un passo chiodato; sembra un passo cadenzato: è il marciare dei Ragazzi della Tagliamento, quando di pattuglia, scendevano a valle cantando“…per voi ragazze belle della via che avete il volto della primavera, per voi che siete tutta poesia e sorridete alla camicia nera…”
Si! è il cantare dei Legionari trucidati a Rovetta, che tornati in quella vallata, risalgono sulla Presolana, dove ogni notte sono di pattuglia; cantano, marciano e, mentre attendono giustizia, si chiedono e chiedono "PERCHE’ ?"
(tratto dal libro "ONORE–Una strage; perché? Rovetta 28 aprile 1945" a cura di Giuliano Fiorani)



AI 43 MILITI DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO TRUCIDATI INERMI
IN ROVETTA IL 28 APRILE 1945
E NEL RICORDO DI TUTTI I CADUTI PER L’ONORE

ANDRISANO Fernando, anni 22
AVERSA Antonio, anni 19
BALSAMO Vincenzo, anni 17
BANCI Carlo, anni 15
BETTINESCHI Fiorino, anni 18
BULGARELLI Alfredo, anni 18
CARSANIGA Bartolomeo Valerio, anni 21
CAVAGNA Carlo, anni 19
CRISTINI Fernando anni 21
DELL'ARMI Silvano, anni 16
DILZENI Bruno, anni 20
FERLAN Romano, anni 18
FONTANA Antonino, anni 20
FONTANA Vincenzo, anni 18
FORESTI Giuseppe, anni 18
FRAIA Bruno, anni 19
GALLOZZI Ferruccio, anni 19
GAROFALO Francesco, anni 19
GERRA Giovanni, anni 18
GIORGI Mario, anni 16
GRIPPAUDO Balilla, anni 20
LAGNA Franco, anni 17
MARINO Enrico, anni 20
MANCINI Giuseppe, anni 20
MARTINELLI Giovanni, anni 20
PANZANELLI Roberto, anni 22
PENNACCHIO Stefano, anni 18
PIELUCCI Mario, anni 17
PIOVATICCI Guido, anni 17
PIZZITUTTI Alfredo, anni 17
PORCARELLI Alvaro, anni 20
RAMPINI Vittorio, anni 19
RANDI Giuseppe, anni 18
RANDI Mario, anni 16
RASI Sergio, anni 17
SOLARI Ettore, anni 20
TAFFORELLI Bruno, anni 21
TERRANERA Italo, anni 19
UCCELLINI Pietro, anni 19
UMENA Luigi, anni 20
VILLA Carlo, anni 19
ZARELLI Aldo, anni 21
ZOLLI Franco, anni 16

CIMITERO DI BERGAMO
LAPIDE SULLA TOMBA DI AMERIGO DE LUPIS




Relazione sul XXV Raduno 
dei Reduci della Tagliamento
Rovetta, 27 e 28 Maggio 2017

Sabato 27 nel pomeriggio i camerati hanno raggiunto Lovere per deporre una corona d’ alloro nel luogo dove furono gettati i corpi dei legionari Emilio La Pera e Francesco De Vecchi i due militi della Tagliamento prelevati dall’ ospedale di Lovere e gettati ancora vivi nel lago.


8 giugno 1945: Emilio Le Pera e Francesco De Vecchi
 rapiti dai partigiani dall’ospedale e gettati vivi nel lago
Questa è un’altra storia dimenticata da tutti. Ma è una delle più tragiche di quei tristissimi giorni. Non si impara a scuola. Sono passati esattamente 72 anni da quel massacro che ora rievocheremo. Lovere, in provincia di Bergamo, sul lago d’Iseo, fu teatro della una morte atroce di due giovanissimi legionari della Tagliamento della Repubblica Sociale Italiana, Emilio Le Pera e Francesco De Vecchi, uccisi dai partigiani l’8 giugno 1945, a guerra finita da un pezzo. Le circostanze atroci in cui sono morti Le Pera e De Vecchi meritano di essere ricordati, perché purtroppo la sorte di questi due ragazzi è spesso “oscurata” da quella, altrettanto atroce, dei 43 giovani, anche loro della Rsi, avvenuta qualche giorno prima a Rovetta. La storia nella zona è molto nota, ma è stata raccontata in diversi libri, tra cui quello di Giampaolo Pansa I gendarmi della memoria. Le Pera e De Vecchi furono torturati e gettati vivi nel lago d’Iseo. De Vecchi e Le Pera erano due militi della Tagliamento. Dopo uno scontro armato con i partigiani, alcuni legionari rimasero feriti, tra cui Le Pera, 22 anni da Catanzaro, rimasto gravemente ferito alle gambe, e De Vecchi, 19enne nato nell’Alessandrino. Trasferiti all’ospedale di Lovere, rimasero degenti vegliati dalle loro famiglie. I partigiani garibaldini erano frattanto arrivati a Lovere, e i superstiti militi della Gnr si arresero a loro. Il 30 aprile vennero tutti fucilati all’esterno del cimitero.
Lo strazio delle madri che tentavano di fermarli
Intanto i due feriti soffrivano atrocemente, erano sedati con la morfina. Ciononostante, secondo le testimonianze, i partigiani, dopo una cena in una vicina trattoria, da Cino, decidevano di assassinarli. Già nei giorni precedenti entravano nell’ospedale per insultarli e minacciarli. Rammenta la sorella di Francesco: “Tutti i giorni, dei partigiani venivano a trovare Beppe, un loro compagno, ricoverato. Erano sempre percosse per mio fratello e per l’amico Le Pera”. Il dottor Tullio Corazzina, medico del medesimo ospedale, in un rapporto steso dai carabinieri locali, il 4 aprile 1957, così dichiarava: “Ricoverati per numerose e gravissime ferite, i due furono durante la loro degenza, soggetti di ripetute angherie e di continue minacce”. Finché, la sera del 7 giugno arrivarono quattro partigiani armati e li portarono via di peso, dopo aver tagliato i fili del telefono dell’ospedale. Alle famiglie che cercavano di fermarli dissero che li avrebbero sottoposti a processo. Fu un’altra menzogna: i due giovani agonizzanti vennero gettati in riva al lago, sul molo di sant’Antonio, e percossi con sbarre di ferro. Alla fine, li buttarono nel lago, probabilmente ancora vivi, anche se in condizioni disperate. Giorno 8 giugno 1945: inutili le ricerche della madre e della sorella dei due giovani: hanno cercato ovunque le due donne disperate. Hanno chiesto, a tutti, ma nessuno conosce il fatto. Si trovano solo tracce di sangue sul pontile, vicino al lago. Dei ragazzi non si hanno notizie. Riprendiamo la deposizione del medico dell’ospedale di Lovere: “…prelevano, dal loro letto, i due feriti sanguinanti e, sordi alle implorazioni di una madre, li trascinano in riva al lago e, dopo averli seviziati, li gettarono nelle acque”. Il lago d’Iseo non restituirà mai più i loro corpi. Fu un’efferatezza ingiustificabile: se è già grave uccidere dei prigionieri senza processo e a guerra finita, torturarli e assassinare prigionieri feriti è una colpa ancora peggiore. Bastano episodi come questo, in mancanza di scuse e di pentimento, per gettare fango sulla lotta partigiana, anche perché non ci sono notizie che i colpevoli siano stati mai sottoposti a processo.
di ANTONIO PANNULLO






Domenica 28 Maggio

72° anniversario della strage, ha avuto luogo presso il cimitero di Rovetta la commemorazione.
Il Corteo preceduto  dallo striscione con scritto “ Onore ai Caduti di Rovetta” si è mosso verso il Cimitero.
Erano presente il labaro del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Ruduci della R.S.I. - Continuita' Ideale di Mantova.
A ridosso del muro dove furono fucilasti i 43 Legionari,  ha avuto inizio la cerimonia aperta da Maurizio Gargallo, presidente del Comitato, che ha ricordato Il Dott. Riccardo Lamura, recentemente scomparso “che mai ha rinnegato i valori della Repubblica Sociale Italiana per la quale aveva scelto di militare”.  E' intervenuto Paolo Piovaticci fratello di un caduto che ha ricordato i valori in cui credevano quei giovani. A seguire l'appello dei Legionari trucidati, i presenti a rispondere 'Presente!'.  Il corteo  si è quindi diretto verso la cappella del cimitero 




 LA CROCE DIVELTA NEL 2012
LE LAPIDI DISTRUTTE NEL 2009

IL MESSAGGIO DI MARIANO RENZETTI 
PRESIDENTE DELL' "ASS. TAGLIAMENTO
PERVENUTO IN OCCASIONE DEL XXIV RADUNO

Visita alla Tomba
 dei Caduti di Rovetta
 Roma cimitero del  Verano 
24 Settembre 2017
MARIA CRISTINA UMENA LEGGE LA PREGHIERA DEL LEGIONARIO


Domenica 24 settembre, a Roma, presso il Cimitero Monumentale del Verano, si è svolta una breve ma intensa e commovente cerimonia in ricordo ed onore dei 43 Legionari della “Tagliamento”, barbaramente trucidati dai partigiani. La fucilazione dei Legionari avvenne, su ordine del CLN, a Rovetta tra il 27 e 28 Aprile, nonostante i Militi si fossero consegnati ai partigiani – dopo il 25 aprile e quindi dopo la resa – come “prigionieri di guerra”, deponendo le armi.
Dinnanzi alla  loro tomba, Antonio Pantano ha tenuto una breve allocuzione, ma ricca per le precisazioni di fatti ed episodi, tra cui anche il comportamento decisamente censurabile di Don Giuseppe Bravi – sacerdote della zona ma, contestualmente, responsabile “in loco” dello stesso C.L.N.  Non sono mancate varie citazioni su Ezra Pound, delle cui opere Pantano è un esperto ed erudito studioso.  Ha fatto seguito un sintetico intervento di Paolo Piovaticci, Vicepresidente dell'Associazione e Membro del Comitato Onoranze per i Caduti di Rovetta, presente alla Cerimonia insieme a Remo Umena (entrambi aventi i loro fratelli ivi sepolti). La signora Maria Cristina Umena, figlia di Remo Umena Presidente dell'Associazione Reduci Tagliamento, ha letto un breve ricordo redatto dal padre ed ha poi proceduto a ricordare singolarmente, uno per uno, i nomi dei 43 Militi della Tagliamento. E per ben 43 volte tutti i partecipanti alla Cerimonia – oltre 30 persone, tra cui anche un gruppetto di ragazzi – hanno scandito all’ unisono il loro “presente”, dopo il richiamo di ciascun nome dei giovanissimi Caduti, la cui età era compresa tra i 15 ed i 22 anni.
Al termine della cerimonia è stata recitata la “PREGHIERA DEL LEGIONARIO”, a cui hanno fatto seguito alcuni commossi pensieri di Andrea Scirè Borghese – il figlio dell’indimenticabile Comandante Junio Valerio – in quanto, trovandosi occasionalmente in Italia, ha ritenuto doveroso partecipare.
di Giuliano Marchetti






RICORDO DI GREGORIO MISCIATTELLI

Con profondo cordoglio, ma anche con immensa fede nella divina Volontà, annunciamo la scomparsa di Gregorio Misciattelli, caro e ammirato Camerata, Legionario della 1^ Legione ‘M’ d’Assalto Tagliamento, fondatore e Presidente della Associazione Reduci 1^ Legione d’Assalto ‘M’ Tagliamento e Presidente del Comitato Onoranze Caduti di Rovetta, Volontario Combattente per l’Onore d’Italia.
Giustamente su un Comunicato diffuso in Internet fra l’altro si legge: ‘Ci porremo sull’attenti rispondendo ‘Presente!’ al suo Nome nelle nostre Manifestazioni a venire ricordando la sua Figura esemplare indimenticabile ai nostri futuri giovani’
Gregorio Misciattelli, figura non solo tra le più rappresentative e autorevoli rimaste della gloriosa Repubblica Sociale Italiana, ma Simbolo Autentico di essa, che impersonava con irresistibile carisma sia nel portamento fiero che nell’atteggiamento interiore e morale di persona retta e leale, se ne è andato per raggiungere i suoi diletti Camerati che lo hanno preceduto durante la guerra e nella successiva pace, nell’estremo viaggio verso il Cielo delle Anime giuste e degli Spiriti eroici.
Egli è venuto meno alle ore 2,02 dell’11 Aprile 2010 nella sua casa di Orvieto, dopo un lungo e logorante declino fisico, assistito dalla moglie Piera e dai figli.
Era nato a Orvieto il 23 Giugno 1924, e assai giovane , animato come la più pura gioventù di allora dal desiderio di servire la Patria, entrò nella Scuola Allievi Ufficiali di Fontanellato, il cui Comandante era il tenente colonnello Giovanni Baccarani, dalla quale uscì ‘ufficiale’ col grado di sotto tenente il 10 Settembre 1944.
La sua personalità di vero militare che univa al senso del dovere e del comando la capacità anche psicologica di entrare in sintonia con i propri soldati e di farsi da loro stimare e seguire, e di capo dotato del dono della lungimiranza nel prendere anche immediate decisioni, gli valsero incarichi, durante il periodo bellico, che egli assolse sempre con dedizione e con felice esito.
Partecipò con la Tagliamento agli ordini del Comandante Merico Zuccari a diverse azioni di guerra, fra cui quella impegnativa sul Passo del Mortirolo, dal quale, quando venne la notizia della resa tedesca, ebbe luogo la marcia, cui fece parte, verso il Tonale a la Valle del Sole, dove la Legione, invitta, dopo il discorso storico e toccante del suo mitico Comandante nel corso del quale liberò i suoi legionari dal giuramento prestato, si autosciolse deponendo le armi dietro propria volontà.
Non a caso Gregorio Misciattelli, testimone di questo evento della Storia della R.S.I., ci terrà sempre a dire, fin dal primo periodo seguente alla fine del II conflitto mondiale, che per lui la guerra non era finita, e che, anche senz’armi, continuava sia nello spirito che nelle opere, in forme diverse.
Infatti, Gregorio Misciattelli ha fondato l’Associazione Reduci della 1^ Legione d’Assalto ‘M’ Tagliamento, attraverso la quale ha continuato a ‘combattere’ per la salvaguardia della Memoria
della Legione e della stessa R.S.I., dando vita ai ‘Raduni Annui’ dei Reduci rimasti, a Rovetta, per la Commemorazione dei 43 Caduti, giovanissimi, traditi e spietatamente fucilati nella nota Strage del 28 Aprile 1945.
La costituzione di questa Associazione, che si deve a Lui, ha permesso da lunga data, fino ad oggi in cui si è giunti alla Commemorazione del 65° anniversario dell’Eccidio, di ricordare e onorare i nostri Martiri in un Appuntamento in cui i Reduci, e i famigliari dei Caduti, e i giovani che ne amano seguire la Idea, si ritrovano e si raccolgono insieme in preghiera nelle Messe in loro onore officiate.
Indimenticabile, la raccomandazione del Misciattelli di considerare le celebrazioni commemorative e religiose di questo Appuntamento, come pure di quello che si svolge annualmente al Verano di Roma davanti alla Tomba dei nostri Martiri grazie al Comitato Onoranze ricostituitosi, ed ai quali fino al 2008 in cui il fisico glie lo ha permesso, è stato presente, come ‘Celebrazioni rivolte , unitamente ai Caduti di Rovetta, a tutti gli altri Caduti della Tagliamento e della R.S.I.’.
Per i suoi alti meriti bellici e sociali, il Comitato Onoranze Caduti di Rovetta, nella Cerimonia d’Apertura del 63° Raduno del 2007, in Rovetta, gli ha assegnato un ‘Riconoscimento di Merito’, Premio Alto Morale conferito in ogni ricorrenza storica dell’Eccidio di Rovetta, consistente in una Targa con dedica incisa e sigla della R.S.I.
Due altri momenti sono da non dimenticare, significativi per esprimerci la grandezza di questo Combattente valoroso, Fondatore di nobili Istituzioni e creatore di preziose eredità patriottiche per il futuro d’Italia. 
Il primo, è quando la moglie Piera, nel corso di una intervista durante la Celebrazione religiosa del Maggio 2008 al Cimitero di Rovetta, ha pronunziato queste parole: ‘Io personalmente voglio dire una cosa, che sono estremamente orgogliosa di essere la moglie di un vero uomo italiano.Uno degli ultimi veri uomini italiani’.
Il secondo è quando, richiesto nella intervista anche a Lui nello stesso giorno e luogo fatta, di un suo pensiero e di un suo consiglio per la crescente Manifestazione, Gregorio Misciatteli, con un sottile sorriso quasi di chi vede lontano, e con una impercettibile commozione di gioia e di orgoglio, ha scandito queste parole-messaggio: ‘Io rappresento la Tagliamento. Perché in fondo sono stato io che l’ho tirata fuori, l’ho salvata. Siete voi giovani che dovete prendere l’esempio di noi vecchi. Capito? Oramai, noi, abbiamo fatto.’ 
Non a caso, ‘giovani’ in camicia nera, sono convenuti da varie regioni italiane al suo funerale svoltosi ad Annerona il 12 Aprile 2010 alle ore 15 nella chiesa di S. Maria Assunta, per dare a Gregorio Misciatelli il loro saluto inchinando sulla sua bara il labaro della Tagliamento e gridando al suo nome, col braccio destro alzato: ‘Presente!’. 

IN MEMORIA DI UN EROE PURISSIMO :
IL COLONNELLO MERICO ZUCCARI UNA 
VITA SPESA PER LA PATRIA


la morte ne ha falciato un altro dei nostri migliori: il Colonnello Merico Zuccari, Comandate della gloriosa ed invinta Legione "M" Tagliamento - la Legione cara al cuore del Duce: Un eroe purissimo, un autentico Martire!
Una Vita subblime, un miracolo di Fede!
Egli era-e si sentiva- un fascista integrale, un intrepido sicuro Comandante. E lo fu, al sommo di ogni esempio della Sua generazione-senza forse neppure avvedersene- possedendo ttte le vietù.
Il fascimo come Tu-Comandante-lo hai conosciuto con la Tua audace azione, con la Tua donazione costante, con il Tuo dolore fierissimo e del quale ne resti una delle più entusiasmanti figure, uno dei più degni depositari. Per l'eternità! Fosti un religioso della Patria e del suo Onore.
"La Patria è una costante apparizione,è una costante dedizione. Non la possiede se non chi la crea, non la merita se non chi la vede, non la serve se non chi abnega a sestesso"
Tu-Comandante-l'hai posseduta, l'hai meritata, l'hai servita fino in fondo. Si, fascisticamente.
Ecco le tappe della Tua troppo breve seppure intensissima vicenda terrena :
Adolescente : squadrista di "secco fegato"
Gennaio 1933-febbraio 1935 : Sottotenente in Libia, a Trioli, coi Cacciatori d'Africa.
1935 : Capomanipolo in AOI al comando degli Esploratori del Gruppo CC.NN del Gen. Diamanti. A passo Ua-rieu insieme a Padre Giuliani, il primo nastrino azzurro e Centurione per meriti eccezionali.
Dicembre 1936 : in Patria al Comando M.V.N.S. di Imola.
Gennaio 1938-Marzo 1940 : nuovamente volontario in africa con la legione M.V.S.N. di Misurata. Poi a Genova nella Legione della Milizia Universitaria.
Ottobre 1940 : campagna di Grecia, una ferita con mutilazione al braccio destro, secondo nastrino azzurro. Niente soste ma su domanda trattenuto in servizio e destinato a reparti combattenti. Nei Battaglioni "M".
Maggio 1943 : Seniore. Comandante del 63° Btg. "M" nei pressi di Roma in attesa di nuovo impiego.
2 Luglio 1943 : ore 18,30 al Comando del 41° Btg. "M" rinforzato da una Compagnia del 63° Btg. "M" e da altra del 79° Btg. "M" incaricato di disporre sorveglianza speciale a Palazzo Venezia, Villa Torlonia e alla Sede del Comando Generale della M.V.S.N.-Ore 22 pronto ad eseguire tale decisiva azione.-Ore 2 del giorno 26, revoca dell'incarico da parte del Generale "caramella" Galbiati e rifiuto di assegnazione degli automezzi indispensabili per muovere alla volta di Roma, dove avresti agito assumendone personalmente ogni responsabilità.
Ottobre 1943: in Repubblica Sociale Italiana. Ancora e sempre con Mussolini.
Novembre 1943: Primo-Seniore per Merito di Guerra e successiivamente Console a scelta eccezionale, al Comando della prima Legione d'assalto "M" Tagliamenrto, decorato di medaglia d'oro al V.M.. Poi su tutti i fronti per l'Onore d'Italia.
2 Maggio 1945 : Croce di ferro germanica di Prima Classe.
3 Maggio 1945 : la Legione "M" Tagliamento, fino a quel momento mantenuta sul piede di guerra, smobilita.
1945-1959 : l' esilio
L'ondata livida e tragica dell'antifascismo Ti strappò da questa nostra Patria alla quale Ti eri votato e dai tuoi cari che adoravi, inseguendoTi per quattordici interminabili anni. Ma Tu-Comandante-non li conoscesti mailo arrendersi pavido, bensì contenesti sempre in Te il virile coraggi, fatto di umana consapevolezza delle Tue forze, per sfidare ogni pericolo, durare ogni prova, superare ognoi ostacolo.
Ora, non sei più con noi. Ma sei avanti a noi e alla nostra lotta che ancora per te continua!
Presso la Tua Salma-durante, il modesto e supebo rito funebre che malgrado questa lercia democrazia unicamente i Soldati come te possono avere-il magnifico Cappellano della Tua Legione ha saputo mirabilmente testimoniarTi ed interpretare la presenza ideale ma certissima di tutti i Tuoi Commilitoni e Camerati; della fede di tutti i nostri cuori; della selva sventolante di tutti i Vessilli e di tutte le Insegne della Rivoluzione. Spiritualmente, la Tua Legione cara al cuore del Duce, era al gran completo, nei suoi Vivi e nei Suoi Morti, disposta in quadrato a renderti l'estremo Onore delle armi. Solo essa era qualificata a farlo. la Fiaccola che ci hai trasmesso più arde e più deve ardere. E, ardendo, consumerà ogni cosa impura.
Questo il nostro impegno sacro, insieme al giuramento che sapremo vegliare la Tua memoria e il Tuo martirio, oltre la vita. Per poter continuare a Credere Obbedire Combattere.
Camerata Merico Zuccari, tutti i fascisti d'Italia rispondono "presente" per Te.

Da "M ROSSA" GENNAIO 2009


STORIA DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO
Dalle origini alla R.S.I.
Cenni storici sulla 63^ Legione "Tagliamento"


la Legione squadrista
La Legione "Tagliamento" fu costituita nell'Aprile 1922, su quattro Coorti: Udine, Gemona, Pordenone e Tolmezzo, nelle quali furono inquadrate tutte le squadre di azione del Friuli, forti di circa 2500 giovani; squadre che fino al 1920 erano impegnate nella lotta di repressione della tracotanza social-comunista e popolare. Infatti tra il Maggio e Giugno del 1921 il Fascismo friulano registrava i suoi primi Caduti per la Santa Causa: Pio Pischiutta della "Disperat" di Udine e Arturo Salvato della "Lupi Neri" di Pordenone cadevano vittime di brutali agressioni di elementi sovversivi nel pordenonese.
La Legione squadrista nelle giornate del 1,2 e 3 Agosto 1922, fu per la prima volta mobilitata al completo per reprimere lo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Generale del Lavoro. Lo sciopero fu represso e la Legione in quei giorni provvide a mantenere in efficenza, con elementi propri, le comunicazioni ferroviarie della zona friulana, il servizio tranviario in Udine e tutti i servizi pubblici: gas, elettricità, forni, ecc.
E ciò che il governo di allora, attraverso i suoi rappresentanti, non ebbe la possibilità di ottenere, fu ottenuto dalla Legione "Tagliamento" con il suo energico intervento repressivo sulle masse traviate.
Nel 1934 la Legione Tagliamento venne inquadrata nella divisione 23 Marzo e partecipò alla campagna per la conquista dell'Africa Orientale (Etiopia)con Caduti e mutilati, così molti volontari parteciparono alla guerra di Spagna


FRONTE RUSSO 1941-1942
Sul Fronte Russo (integrate prima nel Corpo di spedizione Italiano in Russia e,poi, nell'AMIR). La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale mobilitò le seguenti unità:
63^ Legione CC.NN. "M" Tagliamento (poi Gruppo Battaglioni CC.NN. "M" Tagliamento)
Gruppo Battaglioni CC.NN. Montebello
Gruppo Battaglioni CC.NN. "M" Leonessa
Gruppo Battaglioni CC.Nn. "M" Valle Scrivia
6^ Centuria (Cp) Milizia della Strada
Durante tutta la terribile campagna spesso combattuta anche a 40°C sotto zero, le formazioni di CC.NN. diedero un alto contributo di sangue. L' eroismo di tutte indistintamente le CC.NN. è scritto a caratteri d'oro nel libro della Storia ed in quello dell' Arma Milizia.


QUESTA LA MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLO D'ORO CONCESSA AL 63° GRUPPO BATTAGLIONI CC.NN. "TAGLIAMENTO"

Erede e continuatore di unità CC.NN. della quale, col nominativo, assumeva titoli di valore, durante l'inseguimento di nemico agguerito ed esperto, riaffermava tempra battagliera, sicura prestanza e saldezza militare.
Dislocato in posizione fiancheggiante in settore di delega importanza, al primo allarme, balzava compatto contro colonne bosniache che tentavano di guadagnare terreno sulla destra del Don, e in cruenti duelli, ne fermavano l'urto.
Successivamente accerchiato in un caposaldo vi resisteva intrepido per alcuni giorni, sopportando perdite gravi in morti e feriti. Mente le munizioni stavano per esaurirsi, i supestiti si facevano largo tra i nemici, con bombe a mano: rompevano il blocco e raggiungevano con gli altri combattenti delle posizioni vicine con inalterato spirito offensivo e indomita volontà di riscossa.
Frote russo (Nikitino-schterowka-Ansa del Don-Tschebotarewskij)Luglio-Agosto 1942

CANTONIERA DELLA PRESOLANA - L' ALBERGO FRANCESCHETTI DOVE ALLOGGIAVANO I LEGIONARI


LE SCUOLE ELEMENTARI DI ROVETTA DOVE VENNERO PRELEVATI I MILITI DELLA TAGLIAMENTO E PORTATI ALLA FUCILAZIONE


ROVETTA LOCALITA' GRATAROLA : I RESTI DELLA BAITA CHE OSPITO' I LEGIONARI NELLA NOTTE FRA IL 27 E 28 APRILE 1945

IL MURO DEL CIMITERO DOVE AVVENNE L' ECCIDIO

I FORI NEL MURO

LA FOSSA COMUNE DOVE FURONO GETTATI I CORPI DEI 43 LEGIONARI


1947 - SI SCAVA ALLA RICERCA DEI CORPI



I RESTI DEI 43 LEGIONARI


11 NOVEMBRE 1947 : CIMITERO DI ROVETTA LA CERIMONIA
 PER LA ESUMAZIONE DELLE SALME

ROMA CIMITERO DEL VERANO : SALUTI ROMANI ACCOMPAGNANO LA CASSA NELLA QUALE SONO COLLOCATI I RESTI DEI CADUTI DI ROVETTA

ROVETTA : LA TOMBA NEGLI ANNI SESSANTA




"SORRETTI DA UN GRANDE IDEALE. FEDELI ALL’ONORE DI SOLDATI.
 UNITI NELLA VITA E NELLA MORTE CADDERO PER LA PATRIA"

CIMITERO DI ROVETTA : LA TOMBA
LE LAPIDI POSTE SUL LUOGO DELL' ECCIDIO IN MEMORIA
 DEI 43 LEGIONARI E DI PADRE ANTONIO

ROMA CIMIERO DEL VERANO : LA TOMBA DOVE RIPOSANO
 I RESTI DEI 43 LEGIONARI


LETTERA DEL LEGIONARIO AMERIGO DE LUPIS 
DI 21 ANNI FUCILATO A LOVERE IL 30 APRILE 1945
SE DOVESSI CADERE PER NON RIALZARMI PIU' SIA FATTO QUANTO SEGUE :
1) NON COMPATIRMI PERCHE' SONO CADUTO CANTANDO, IN QUALSIASI MODO MI FALCI LA GUERRA.
2) NON ABBASSARE IL CAPO MA GUARDARE AVANTI FIERI ED ORGOGLIOSI PERCHE' SONO CADUTO CON LA FRONTE VERSO IL NEMICO.
3) SULLA MIA TOMBA VA INCISA UNA M ROSSA COME IL SANGUE CHE HO VERSATO.
4) APRITE IL PACCO DELLE MIE LETTERE E, SE LE LEGGERETE: VEDRETE CHE IN FONDO NON HO MAI AVUTO SEGRETI.
5) NON PIANGETEMI MORTO PERCHE', SONO VIVO, E SONO IN BUONA COMPAGNIA; SIAMO MOLTI, SIAMO I MIGLIORI E SOPRATTUTTO PERCHE' SONO CONTENTO: ABBIAMO VINTO!
6) VOI CONOSCETE IL MIO IDEALE. VOI CONOSCETE LA MIA FEDE. LI HO SEMPRE SEGUITI FINO ALLA FINE FIDUCIOSO IN ME STESSO E NELLE MIE POSSIBILITA'. FATE CHE IL MIO IDEALE SIA QUELLO VOSTRO E DI TUTTI COLORE CHE MI VOLLERO BENE.
7) VOI CHE VEDESTE LA FINE DI TUTTA QUESTA GUERRA IMMANE E CHE POTETE GIUDICARE, GIUDICATE ANCHE PER ME: SE TRADIRONO DITE AI MIEI CUGINI ED AI MIEI PARENTI CHE LI MALEDICO DALL'ALTO DEI CIELI E CHE SE SONO VIVI ESSI SONO MOLTO PIU' CADAVERI DI ME.
8) VI HO VOLUTO TANTO BENE. VE NE VOGLIO ANCORA DI PIU'.
NELLA VITA HO AMATO TRE COSE: VOI, LEI, LA MIA LEGIONE, IN ULTIMO AMAVO DIO E ME STESSO.
poco prima di ricevere la scarica scrive con ferma mano:
MAMMMA, PAPA', ZIZI:
VI LASCIO: TRA POCO SARO' FUCILITATO. NON MI PIANGETE E STATE CERTI CHE MORIRO' DA FORTE COME DA FORTE HO VISSUTO. VE LO GIURO. A VOI IL MIO ULTIMO PENSIERO.
VOSTRO AMERIGO

MORTIROLO: IL CIMITERO DEI CADUTI DELLA TAGLIAMENTO


TRIBUNALE DI BERGAMO : PRESIDIO PER LA RIAPERTURA
DELL' INCHIESTA SULLA STRAGE DI ROVETTA

LA BANDIERA DELLA TAGLIAMENTO


TELEGRAMMA INVIATO AL SIG. FINI  
DAL COMITATO ONORANZE CADUTI DI ROVETTA


"IL COMITATO ONORANZE FUNEBRI DEI 43 RAGAZZI DELLA R.S.I. TRUCIDATI A ROVETTA-BERGAMO RINGRAZIA. INFAME"

DICHIARAZIONE DEL BRIGADIERE MARIANO RENZETTI

LA LEGIONE SFILA PER VERCELLI (1943)

LE MASCOTTE DELLA LEGIONE

PADRE ANTONIO SULLA LINEA GOTICA,
FRONTE DEL FOGLIA -URBINO

PADRE ANTONIO INTRECCIALAGLI CON ALCUNI MILITI


PADRE ANTONIO CELEBRA 
LA MESSA DA CAMPO A LOVERE (1944) 


Aprile 1944.Valsesia . L'ufficiale al centro con la bustina nera è Giorgio Albertazzi

IL FOGLIO SU CUI GUIDO PIOVATICCI, L' ISTANTE PRIMA DI ESSERE FUCILATO, SCRISSE "SONO MORTO PER L' ITALIA", 
OVVERO IL PERCHE' DEL SUO SACRIFICIO




LATISANA (UDINE)
MONUMENTO AI CADUTI IN RUSSIA
DELLA LEGIONE CC.NN. "TAGLIAMENTO"